venerdì 16 agosto 2013

Protocollo d'intesa A.R.O: ovvero COINRES 2 la vendetta.



Il consiglio comunale ha approvato il protocollo d’intesa che dà inizio al procedimento di costituzione dell’area rifiuti ottimali (A.R.O).
Insomma s'inizia a costituire un altro carrozzone per la gestione dei rifiuti, stavolta in scala ridotta rispetto a quello appena liquidato, cioè il famigerato COINRES.
Ironia della sorte (ma non tanto) a Ciminna gli stessi amministratori che hanno negli anni scorsi fatto nascere, crescere e morire il COINRES sono di nuovo in carica.
Ci si può fidare degli autori della porcata COINRES?
Certamente no!
Gli attori oggi in campo sono praticamente gli stessi, è cambiata solo qualche comparsa.
C’è lo stesso sindaco soprattutto, che sta recitando lo stesso copione della volta scorsa, quello di dire che non è d’accordo su quello che lui stesso sta facendo, anzi questa volta per approvare il protocolo d'intesa ha usato le comparse del consiglio comunale, così tanto per non sporcarsi le mani nella fase iniziale del lavoro.

lunedì 8 luglio 2013

La trasparenza dell'acqua di fogna.



Forse il titolo di questo post, può sembrare di primo acchito un controsenso se non addirittura  una contraddizione in termini o peggio ancora un vaneggiamento mattutino dello scrivente.
Niente di tutto ciò, in realtà è quello che oggi ho pensato leggendo il post del consigliere comunale, Salvatore Mannina, sul suo blog (ecco il link).
In questo post Mannina descrive la procedura usata dall’amministrazione e dai funzionari comunali, per affidare all’Adecco il compito di selezionare 4 operai e 2 autisti, da assumere per 15 giorni per sopperire alla mancanza di personale che si occupa di raccolta rifiuti.
Ho pensato che continuiamo a navigare e affogare in acque torbide e putrebonde.
Ho pensato che per troppi a Ciminna il feudalesimo non è cessato.

venerdì 21 giugno 2013

Calati iuncu ca passa la china.




 Wikipedia definisce così la vergogna:

“La vergogna è l'emozione che accompagna l’auto-valutazione di un fallimento globale nel rispetto delle regole, scopi o modelli di condotta condivisi con gli altri; da una parte è una emozione negativa che coinvolge l’intero individuo rispetto alla propria inadeguatezza, dall’altra è il rendersi conto di aver fatto qualcosa per cui possiamo essere considerati dagli altri in maniera totalmente opposta rispetto a quello che avremmo desiderato”.

A me questa definizione piace molto, perché è molto vicina a quello che io stesso considero essere  l’emozione della vergogna.
L’emozione è considerata uno stato  psicofisiologico che assumiamo allorchè uno stimolo esterno ci pone una condizione nuova  alla quale dobbiamo adeguarci.
La vergogna è un emozione, lo è in senso negativo,e la proviamo quando riconosciamo di avere commesso un errore, sia in ambito di relazioni interpersonali informali, quindi con risvolti privati, sia nell’ambito delle relazioni formali o di eventuali mansioni sociali alle quali siamo chiamati a rispondere, quindi con risvolti pubblici.

domenica 16 giugno 2013

La luce del sole è il miglior disinfettante, anche nella terra di nessuno.



La luce del sole è il miglior disinfettante, diceva qualcuno.
Questo detto è usato in molti contesti, e molto spesso è usato nelle dinamiche relazionali tra governati e governanti nei regimi democratici.
Usato in quel conteso, questo aforisma  vuole significare che la democrazia si nutre di trasparenza e informazione, che non sono consentiti coni d’ombra al riparo dei quali i governanti possano occultare dati importanti per la partecipazione consapevole dei cittadini alla vita della nazione e per le loro scelte politiche.
E’ comunque ormai universalmente accettato, dai cittadini di ogni nazione democratica, che alcune informazioni possano restare segrete o comunque nella disponibilità solo di pochi, evento giustificato da questioni di sicurezza nazionale, di rapporti con gli altri governi o anche di interessi economici strategici per i Paesi.
Oggi comunque pare che molti segreti importanti siano diventati i classici segreti di Pulcinella, perché nella disponibilità di molti direi addirittura di troppi, e soprattutto nella disponibilità di semplici impiegati dei vari servizi segreti. Il modo stesso di raccogliere informazioni, di condividerle e di archiviarle attraverso le reti create dalle nuove tecnologie, rende vulnerabile e accessibile l’intero sistema. Se questo inarrestabile nuovo corso sia positivo per la vita democratica delle Nazioni e per la vita dei cittadini è ancora da scoprire, per intanto sappiamo che siamo di fronte ad una rivoluzione.

venerdì 31 maggio 2013

Il Candido di Sciascia: un bel romanzo per un fine settimana.

«Hai ragione, è vero: qui si sente che qualcosa sta per finire, ed è bello …Da noi [in Sicilia] non finisce niente, non finisce mai niente….»  conferma, camminando per le vie di Parigi, Don Antonio.


Divertente romanzo di Sciascia, ispirato al più famoso Candido di Voltaire e pubblicato da Einaudi nel 1977, narra le vicende e la formazione di Candido Munafò, nato in Sicilia sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, abbandonato in tenera età dalla madre Maria Grazia, che gli preferisce la compagnia del nuovo marito americano, Hamlet, ufficiale delle truppe alleate, chiamato dalla consorte confidenzialmente e comicamente Amleto.
Il bambino rimane inoltre presto orfano di padre, il ricco e rispettato avvocato Francesco Maria Munafò, che finisce col suicidarsi quando il figlio rivela ad un compagnuccio di scuola il segreto su un cliente, responsabile di un delitto di mafia .
Candido passa allora sotto la tutela del nonno materno, il generale Arturo Cressi, che, nelle migliori tradizioni italiche di opportunismo voltagabbana, dopo essere stato fascista convinto, si fa eleggere deputato nelle file della Democrazia Cristiana, tanto è la stessa cosa.
Il generale, messo a disagio dall'innocenza e dall'impertinenza di Candido, lo assegna alle cure della governante Concetta, una donna molto semplice, mentre l'educazione spirituale viene affidata a don Antonio, un prete moderno che non rinuncia mai a pensare con la propria testa a dispetto di qualsivoglia gerarchia.
Seguono una serie di vicissitudini, dove l'integrità morale e l'amore di verità del prete e di Candido li porteranno a scontrarsi con il generale, la Chiesa, il Partito Comunista, i parenti, i giudici. Il prete si spreterà e Candido verrà interdetto, perdendo tutti i suoi beni.

domenica 26 maggio 2013

“Se ognuno fa qualcosa si può fare molto”





Il titolo del post con il suo contenuto c'entra  apparentemente poco, ma ho voluto usare questa frase di Don Puglisi sia per  omaggiarlo in occasione della sua beatificazione, sia perchè da sempre penso che solo l'azione coordinata di tanti può cambiare le cose.
Fatta questa doverosa premessa, inizio questo articolo facendo i complimenti al consigliere comunale Salvatore Mannina, per la splendida battaglia in solitario condotta in consiglio comunale nella seduta del 24 maggio, in occasione dell'approvazione del rendiconto 2012.
Voglio anche congratularmi con il consigliere Francesco Faraci per la presa di posizione, a nome del suo gruppo, su alcune questioni importanti e su alcune scelte sbagliate della giunta comunale.
Voglio però aggiungere che molti non hanno compreso la scelta del gruppo di Francesco Faraci di astenersi sul rendiconto 2012, scelta incomprensibile e se vogliamo poco coerente sia con i contenuti del documento letto in consiglio dallo stesso capogruppo Faraci, che con il voto contrario espresso da questo gruppo consiliare al bilancio 2012.
Niente si può dire invece per quel che riguarda gli altri consiglieri comunali che purtroppo ancora una volta hanno fatto scena muta, loro continuano a votare senza spiegare.